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Hai la mente creativa?

Creare, giocare, innovare, dar corpo ad una propria idea: sono espressioni della nostra mente nelle quali prendono forma la visione del mondo, le emozioni, i desideri e il nostro carattere.

La definizione di creatività è spesso insoddisfacente e si riferisce ad un vasto insieme di atteggiamenti, capacità e comportamenti innovatori. La creatività non può essere soltanto quella dell’artista, del grande scienziato o dell’inventore, ma si concretizza con una serie di abilità che si acquisiscono con lo sviluppo. E’ creativo, infatti, un bambino che utilizza un giocattolo, il pongo o i mattoncini LEGO® per inventare un uso alternativo a quello comune. Considerata in questi termini, la creatività sconfina con le stesse funzioni e caratteristiche del nostro cervello, con la capacità di elaborare una pluralità di schemi mentali e visioni del mondo.

Le origini della creatività stanno infatti nel divario che esiste tra la realtà esterna e la sua rappresentazione mentale. Infatti non esistono eventi o esperienze che vengono rappresentati oggettivamente, senza cioè venire interpretati o messi a confronto con ipotesi che corrispondono alla visione del mondo. Se il nostro cervello si limitasse, quindi, a registrare informazioni, depositare memorie neutre, assortirle per categorie, come fa un computer, senza deviare dalla razionalità e dall’analiticità, non vi sarebbero processi divergenti e creativi. Tutto questo sembrerebbe mettere agli antipodi la componente logica (emisfero sinistro) e la componente emotiva (emisfero destro), con quest’ultima che racchiude il segreto della mente creativa. Quanti di noi hanno proferito la fatidica frase “io in realtà non sono molto creativo”? Questa convinzione è sintomo della predominanza della mente razionale e dell’eccessivo controllo che questa vuole imporre sul nostro essere. Ammettere di riuscire a by-passare la ragione e lasciarsi andare all’emozione e ad immagini che potrebbero non avere un chiaro e preciso significato mette in difficoltà il nostro senso critico e il continuo bisogno di una ragione, per quello che facciamo e quello che pensiamo.

Così abbiamo trovato il primo killer della creatività: l’eccessivo controllo, l’impedire al nostro cervello limbico di divagare e perdersi nelle nostre fantasie.

E come mai la mente razionale è così concentrata a mantenere il controllo?

Una delle ragioni è sicuramente l’avere paura delle nostre emozioni, specialmente se riconducono a dinamiche dolorose.

La paura del fallimento, dell’errore e del giudizio è il secondo killer della mente creativa. Il processo creativo passa da fallimento e insuccessi e da essi trae spunto per il cambiamento e l’originalità, non ne ha paura e non li rifugge ma li accetta e di essi si nutre.

Vivere la realtà genuinamente e senza la paura di sbagliare non è sufficiente per sviluppare una mente creativa, è necessario esporsi alla contaminazione del mondo esterno, aprirsi alla diversità e alle nuove esperienze. Vivere nuove dimensioni del mondo ci spinge a prendere in considerazione “l’insolito” e percorrere la strada meno battuta dell’originalità.

Insomma la mente creativa sta in chi è realmente sé stesso, in chi ha il coraggio di sbagliare, in chi si apre a nuove vie quotidianamente; dunque smettiamola di dire che non abbiamo molta creatività, ma cominciamo ad allenarci giorno dopo giorno e a svilupparla con il nostro comportamento.

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