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CONOSCERE MEGLIO LE PROPRIE RISORSE

Gnōthi seautón: conosci te stesso. Questa frase è iscritta sul frontone del tempio di Apollo a Delfi. Sul suo significato gli studiosi, anche se con alcune differenze, concordano sul fatto che con questa sentenza Apollo intimasse agli uomini di «riconoscere la propria limitatezza e finitezza». Insomma gli antichi greci e via via diverse correnti filosofiche nella storia, da S.Agostino a Kant danno una grossa importanza alla conoscenza dei propri limiti, a comprendere come siamo al nostro interno, a essere consapevoli della propria fragilità e imperfezione. E per quale ragione questo dovrebbe renderci migliori?

Solo conoscendo e accettando i nostri limiti possiamo superarli ed essere delle persone migliori. La cultura moderna ci spinge a combattere la fragilità e l’imperfezione a tutti i costi, spesso anche negandone l’esistenza. Sia nell’ambito personale che professionale essere consapevoli dei nostri punti di forza e delle nostre aree di miglioramento ci permette di arrivare più facilmente al successo.

“Se non conosci né il nemico, né te stesso, ogni battaglia significherà per te sconfitta certa. Se non conosci il nemico ma conosci te stesso, le tue possibilità di vittoria saranno pari a quelle di sconfitta. Se conosci il nemico e conosci te stesso, nemmeno in cento battaglie ti troverai in pericolo.” Sun Tsu l’arte della guerra.

Se prendiamo in considerazione le “battaglie” che quotidianamente un’azienda affronta per avere successo come si può declinare il concetto di conoscere “sé stesso”? Di cosa le aziende dovrebbero essere consapevoli?

 Il successo dipende dalle risorse a disposizione per raggiungere la propria mission. Se queste risorse sono competenti, si comportano in modo efficace e sono adeguatamente motivate, riusciranno più facilmente a raggiungere gli obiettivi e a sviluppare un ambiente favorevole.

Se esaminiamo proprio questi ultimi 3 aspetti della prestazione, il cosa (competenze), il come (comportamenti), il perché (motivazioni) risulta facile intuire che il primo di questi elementi è molto facile da riconoscere, da misurare e da implementare. Creare competenze in azienda è semplice: o si acquisiscono risorse già formate o si investe in formazione, per sviluppare le risorse già esistenti.

Molto più complicato è riconoscere lo stile comportamentale delle risorse, ossia se è adeguato ed intervenire per correggerlo. Lo stesso si può dire della motivazione. In alcuni casi non è semplice riconoscerla e misurarla e allo stesso modo risulta complicato trovare la strada giusta che porti ad innalzarla.

Decifrare lo stile comportamentale e individuare i trigger che motivano le risorse di ciascuno è di fondamentale importanza per chi dirige un’azienda. Essi assumono il significato di “conoscere sè stessi”. Questo perché l’insieme dei vari stili e dei vari motivatori determinano uno stile ed un motivatore corporate aziendale che faciliterà l’emergere dei punti di forza e delle aree di criticità nel suo complesso.

I progressi di questi tipi di analisi, negli ultimi anni, sono rilevanti e prendono spunto da teorie socio-filosofiche molto radicate. Si parte da Ippocrate, per arrivare a Jung, padre della moderna teoria dei tipi, ai quattro quadranti di Marston, fino all’utilizzo della tecnologia e dell’informatica per riuscire a codificare algoritmi per la profilazione comportamentale.

Oggi esistono strumenti avanzati e affidabili per poter scattare istantanee personalizzate degli stili comportamentali, tanto che non è mai stato più facile individuare e descrivere le caratteristiche del nostro agire, così da poter impostare percorsi di lavoro e sviluppo per colmare i gap ed essere più consapevoli del come e del perché si agisce in un determinato modo.

Volgendo ancora il nostro sguardo all’arte della guerra di Sun Tsu, appare chiaro che imparare a riconoscere i caratteri distintivi degli stili base e dei motivatori assolve anche all’altra faccia della medaglia, perché con queste competenze si è in grado di conoscere anche i modelli di pensiero del proprio “nemico”, sia esso collega, cliente, fornitore o partner di altro tipo. In questo modo, quindi, si potrà vincere in ogni “battaglia”.

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